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La casa di Madre Speranza rimane sempre “una casa abitata”

Nelle stanze dove ha vissuto la Beata Madre Speranza, fondatrice della Famiglia dell’Amore Misericordioso, è stato realizzato un nuovo allestimento multimediale, curato da Fogo Multimedia di Torino, che favorisce un’esperienza immersiva attraverso musica, testimonianze filmate, immagini inedite di repertorio e oggetti appartenuti a Madre Speranza. È lei, la “portinaia del buon Gesù”, a narrarsi e ad accogliere il pellegrino: “Sei a casa, ti aspettato, ti prendo per mano…”. Un viaggio che chiede al visitatore l’umiltà di lasciarsi condurre e di percorrere 5 passi, espressi da altrettante immagini. Il Crocifisso ricorda che la vita di Madre Speranza la si penetra in profondità e la si comprende solo alla luce dell’Amore Misericordioso e del rapporto che aveva con lui: “Gesù, mio tutto e tutte le mie cose”. Il santuario è il luogo fisico scelto da Dio perché ogni persona possa sperimentare la gioia di trovarsi a casa, in famiglia; è il luogo dell’incontro che può cambiare una vita. Maria mediatrice , icona mirabile di maternità e di accoglienza, è colei che cammina con noi e “sta sempre al nostro fianco per portare il carico più pesante”. Il pane , segno della fraternità, è l’immagine usata da Gesù per chiedere a Madre Speranza di lasciarsi triturare e impastare, affinché Lui potesse arrivare a servirsi di lei come “alimento per molte anime”. L’ acqua , fonte della vita, a Collevalenza si chiama acqua dell’Amore Misericordioso perché sia “di refrigerio al corpo e di salute all’anima”.

Il pellegrino, dopo l’incontro con la Parola che è lampada al suo cammino, è invitato ad andare davanti al Crocifisso dell’Amore Misericordioso e a lasciarsi riabbracciare nel sacramento della riconciliazione, certo che “Dio non si stanca di perdonare”. Quella di Madre Speranza è ancora oggi un casa viva in cui è possibile sperimentare l’intensità e la gioia di un incontro: “Grazie, Madre Speranza, per aver permesso la realizzazione di questa casa, che è un percorso, un cammino attraverso la tua vita. Grazie, soprattutto, per tutti gli insegnamenti che ci hai lasciato. Non si esce da questa casa uguali a come siamo entrati: ha lasciato un segno indimenticabile. Grazie. Todo por Amor ” (Chiara, 8 febbraio 2018). Cosa porterà con sé il pellegrino dopo questa visita? La risposta è davvero in poche parole: “Il Buon Gesù è lì ad attendermi. Il roccolo può ancora catturarmi. La Parola può ancora nutrirmi”… perché possa fare della mia vita una casa abitata!

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