Bookmark and Share

La “primavera” dei giovani alla Settimana sociale di Cagliari

Sono stati decisamente i giovani i protagonisti della Settimana sociale dei cattolici in terra di Sardegna. Di giovani si è discusso, lavorato e riflettuto, e loro non hanno fatto mancare la loro risposta durante i lavori del convegno, con idee concrete e proposte.

Dalle parole di Mauro Magatti , membro del Comitato organizzatore: “La primavera però non è l’estate, tempo del caldo e dell’attesa, e tantomeno dell’autunno. È piuttosto il tempo della semina, cioè della speranza, dell’audacia, dell’impegno. Di chi sa credere senza ancora vedere i frutti. È questa la stagione che stiamo vivendo, ma cosa possiamo e dobbiamo seminare?”.

È la consapevolezza di questo tempo che ha portato i lavori a una serie di riflessioni sul futuro dei giovani nel mondo del lavoro, un futuro che pretenderà da questi creatività, innovazione e la sua umanizzazione.

La Chiesa più volte si è interro- gata, nelle giornate, su come pensare un ecosistema favorevole a chi crea e a chi favorisce il lavoro, che sia eseguito da giovani o per i giovani.

Molti gli strumenti in atto in questo momento a loro favore. Si è parlato dell’alternanza scuola-lavoro, decisamente un aspetto positivo della creazione di una rete e di avviamento al lavoro, ma che necessita sicuramente di una migliore struttura, della formazione su tutti i livelli specialmente per intervenire nella piaga dei Not in education, employement or training (Neet), nel 2016 in numero di 2.2 milioni nel nostro Paese. Quanto all’università, si è più volte evidenziato l’esigenza di investimenti per la ricerca come strategia di rilancio. Indicare solo la direzione non basta, serve un patto inter-generazionale che sostenga chi vuole investire; serve farlo, favorire quelle idee perché siano espresse ma soprattutto concretizzate.

Questa Settimana sociale ha saputo decisamente ascoltare i giovani, rendendoli partecipi di un tavolo di lavoro espressamente rivolto a loro, dove con intelligenti pratiche di confronto hanno trovato l’opportunità di condividere le esperienze e nuovi stimoli sul tema della scuola, della formazione e del lavoro.

“Il rapporto tra giovani e lavoro è la priorità da affrontare per rilanciare le prospettive socioeconomiche del nostro Paese” ( Mario Mazzaniga , Fondazione Sussidiarietà): da questa priorità si deve ripartire dai lavori di Cagliari con una “politica coraggiosa”, come ha evidenziato il card. Gualtiero Bassetti , che abbia come finalità il bene comune a partire proprio dai giovani.

L’evidenziare una necessità di concretezza, passare dalle parole ai fatti, queste sono state le richieste dei giovani, queste le richieste della Chiesa alla politica. Una Chiesa che decide di mettersi in gioco fornendo possibilità e competenze. Un bello stimolo è stato più volte dato a tutto il mondo degli oratori: la bella esperienza di san Giovanni Bosco ritorna in maniera ancora più decisa nei “LabOratori”, luoghi di educazione alla vita e, perché no, anche di promozione ed educazione al lavoro. Parrocchie e oratori spronate a diventare “Chiesa in uscita” nel mondo del lavoro, diventando dei luoghi di indirizzo per fornire ai giovani le informazioni essenziali e per cercare lavoro.

Questi sono stati i giovani a Cagliari, queste le loro idee e le sfide da affrontare; a noi la responsabilità e la consapevolezza di renderli protagonisti nei nostri territori, seminando insieme a loro in questa primavera, in attesa e con la speranza di un fruttuoso raccolto.

Diego Buratta

coordinatore di oratorio e membro della cooperativa Pepita onlus

Bookmark and Share